Il modulo TFR3 è stato adottato con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, del 4 settembre 2026. L’istituzione è stata resa nota con un comunicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 15 settembre 2026; il decreto è consultabile sul sito del Ministero del Lavoro, nella sezione pubblicità legale.

Il contesto: la Legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha modificato il D.Lgs. 252/2005 introducendo l’adesione automatica alla previdenza complementare (le forme pensionistiche che integrano la pensione del sistema obbligatorio) per i dipendenti del settore privato alla prima assunzione, con esclusione dei lavoratori domestici. L’adesione automatica comporta l’iscrizione alla forma pensionistica prevista dagli accordi collettivi o, in mancanza, a quella residuale indicata dalla norma, alla quale è destinato l’intero TFR. Entro sessanta giorni dall’assunzione il lavoratore può rinunciare all’adesione automatica e destinare il TFR a un’altra forma pensionistica complementare, oppure mantenerlo secondo le regole del codice civile.

A cosa serve il modulo: il TFR3 raccoglie le scelte del lavoratore e consente al datore di lavoro di adempiere agli obblighi di informativa previsti dalla norma, anche per i lavoratori che non sono alla prima assunzione. Il datore di lavoro conserva la dichiarazione resa dal lavoratore e gliene rilascia copia.

Per le aziende: è opportuno verificare la modulistica e le procedure dell’ufficio personale per le nuove assunzioni: l’informativa da consegnare al momento dell’assunzione, la raccolta e la conservazione del modulo, il controllo del termine di sessanta giorni e l’avvio dei versamenti alla forma pensionistica dal mese successivo alla sua scadenza.

Ogni situazione va valutata alla luce del CCNL applicato e degli accordi collettivi in materia di previdenza complementare.

Fonti